Si chiama turismo esperienziale ed è un modo di viaggiare consapevole e coinvolgente perché chi lo predilige non parte per una semplice destinazione, per un luogo fisico, ma soprattutto per un luogo interiore.

In valigia mette gusti e idee, passioni e desiderio di conoscenza. L’obiettivo infatti non è solo visitare posti nuovi, ma soprattutto sperimentare e vivere esperienze autentiche, coinvolgenti, a volte avventurose completamente immersi nelle realtà locali.

Quasi sempre fuori dagli itinerari turistici di massa, alla ricerca di un contatto più genuino, di un punto di vista differente, nel cuore di luoghi che si vorrebbero conoscere e vivere, più che visitare. Si parte per “fare” qualcosa, per apprendere e migliorarsi, magari incontrando persone che ci assomigliano per gusti e attitudini o, al contrario, che vivono una vita diversa dalla nostra.

La cultura e la conoscenza infatti sono tra le principali motivazioni per partire. Viaggi interiori , quindi, volti a offrire ai viaggiatori un’esperienza spiritualmente appagante tramite un contatto reale con la gente del posto, scoprendone cultura e tradizioni e contribuendo all’economia locale e al rispetto dell’ambiente. Il confronto e l’incontro con l’altro offrono la possibilità di capire e di riscoprire chi si è veramente. Lo scambio con una comunità e con una cultura diversa, il mettersi alla prova, il vivere con lentezza spingono alla riflessione e alla rielaborazione dei propri valori e del modo di vedere il mondo e  se stessi.

Viaggiare, quindi, per conoscersi, scoprirsi e riscoprirsi diversi.